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Tradizione e cultura di viticoltura
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La città di Požega, che giace in una fertile vallata circondata dai monti Papuk, Požeska Gora, Psunj e Dilj, è stata fondata nel tredicesimo secolo ed i Romani la chiamavano Vallis Aureae – Valle Dorata. Per la sua posizione naturale è stata, nei secoli, il più importante centro vitale della Slavonia. Protetta dai monti circostanti e dalle colline vinifere, ha costruito, nel medio evo, una fortezza difensiva ed una città. Ai tempi dei feudatari la città acquista nuova importanza, diviene centro artigiano, commerciale, ecclesiastico e militare della regione. Gli ordini religiosi si susseguono, dai Francescani e Domenicani fino ai Gesuiti, costruendo conventi e chiese e la città diventa diocesi ed edifica una delle più belle chiese, quella di San Lorenzo, del quattordicesimo secolo. Nella regione si sviluppano gradatamente la silvicoltura, la viticoltura, l'agricoltura e l'estrazione dei minerali il che permette un più celere sviluppo malgrado il periodo difficile della dominazione turca.
Lo sguardo si protende fino alla città di Slavonski Brod che è stata storicamente la più fortificata ed i cui bastioni, datati al diciottesimo secolo, restano uno dei maggiori obiettivi fortificati della Croazia, monumento culturale. La città è stata e rimane uno dei più importanti centri strategici e del traffico nella storia della Slavonia. La fortezza fu eretta dal principe Eugenio di Savoia secondo il modello delle città fortificate, per la difesa dei confini sulla Sava, verso l'Impero Turco. In origine la località fu popolata dagli Slavi che hanno dato inizio allo sviluppo della città, fino al periodo in cui essa divenne importante fortezza. Durante il governo dell'impero austriaco si svilupparono l'artigianato ed il commercio, la chiesa e l'ordine monastico dei Francescani che ebbero un forte influsso sull'educazione e la cultura. Sulle pendici del monte Dilj sono adagiati vastissimi vigneti impiantati ancora ai tempi dei romani ed in cui la tradizione vinicola prospera ancora oggi.
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La Slavonia conserva, nell'ambito dei vigneti, oltre a ventotto strade del vino e cantine. Una di queste ci porta al punto più orientala della Croazia, ad Ilok . Da questa città fortificata che ha posto resistenza agli attacchi dei Turchi ci guida la strada del vino di Ilok. La prima cantina fu costruita nel diciassettesimo secolo sotto il castello del principe Odescalchi ed ebbe lo scopo di produrre, lavorare e custodire il vino, in considerazione delle eccezionali condizioni climatiche in cui maturava l'uva. La popolazione era dedita alla viticoltura e, più tardi, alla vinificazione, come dimostra la regia scuola di enologia fondata nel diciottesimo secolo, la cui tradizione si protrae ai nostri giorni. La storia del vino e dell'enologia si sono compenetrate nelle cultura e nell'ambiente sociale di quello che era stato un importante centro fortificato ed un complesso difensivo e sotto il quale si trovano anche oggi numerose cantine. Lo sviluppo storico della chiesa ha lasciato tracce ed influenza sulla Ilok attuale – la chiesa ed il convento di San Giovanni Capistrano, il francescano che, con l'esercito cristiano, sconfisse i conquistatori turchi nel lontano 1456 e che oggi è sepolto nel convento francescano. La tradizione della vinificazione si è protratta ai nostri giorni ed i vini migliori sono il Rajski risling secco ed il rosso Cabernet Sauvignon.






