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La storia

Zara, perla della Dalmazia e città d'alto livello di creatività culturale, per secoli ha ispirato, entusiasmato e conquistato tutti i sensi dei visitatori. I tremila anni d'esistenza quale complesso urbano la pone, non solo tra le più antiche città croate, ma anche tra le più antiche nel più ampio bacino dell'Adriatico.

Notizie della vita nell'insediamento di Jader, nel circondario dell'attuale Zara, sono segnalate, per la prima volta, nel quarto secolo a. C. quando fu popolata dalle genti delle tribù dei Liburni. Questo originario insediamento si sviluppò nel tempo fino al secondo secolo quando, sotto il dominio romano, non raggiunse il carattere della città di Jader, diventa colonia di cittadini romani – Colonia Giulia Jader, che fu fondata probabilmente dallo stesso Giulio Cesare. Si trattava di un municipio autonomo romano ai cui cittadini venivano assegnati terreni da coltivare, accanto alla città stessa.

La città era strutturata secondo i principi dell'urbanistica romana classica, cinque strade longitudinali e numerose trasversali creavano un reticolo di rioni quadrangolari – insulae. Al limitare della rete delle strade, nella parte occidentale della penisola, fu costruita la piazza principale – forum ed accanto a questo il tempio del campidoglio. Il tutto era limitato da un loggiato a due piani mentre dal lato verso il mare fu creato l'emporio – piazza del commercio. Essendo un'importante centro romano da questo lato dell'Adriatico, la Jader romana fu ben protetta e fortificata con alte mura e torri monumentali mentre, quale centro urbano sviluppato, possedeva un acquedotto pubblico (che riceveva l'acqua dal lago di Vrana, distante 40 km.), una rete di canalizzazione, le terme, l'anfiteatro e tutte le altre comodità che competevano ad una città romana.

I Goti orientali subentrano al potere nel quinto secolo, favorendo una ancor maggiore decadenza della città. Si suppone inoltre che nel sesto secolo la zona fu colpita da un terremoto distruttivo che fece cadere molti complessi monumentali romani. I resti di questa architettura servirono, più tardi, quale serbatoio di materiali edili per nuovi edifici (tra i quali è certamente la più celebre rotonda medioevale di San Donato nelle cui fondamenta si osservano ancor oggi grandi quantità di spoglie romane). In questo periodo, tra il quarto ed il sesto secolo, il cristianesimo diventa, a Zara, la religione dominante e nella zona a nord del foro romano si sviluppa un nuovo centro di fede: un complesso che comprende la basilica, il battistero ed il palazzo vescovile; mentre nella zona centrale ed in periferia sorgono edifici del culto di minore grandezza..

Agli inizi del 7mo secolo Zara divenne capitale della Dalmazia e sede amministrativa del circondario bizantino. Dal decimo secolo Zara cerca di staccarsi da Bisanzio e finalmente, nel 1069, riesce nel suo intento quando il re croato Krešimir IV la accorpa al proprio stato. Dopo lo scontro di dinastie e la morte del re croato Dmitar Zvonimir, nel 1089, gli zaratini,  riconoscono, nel 1105, il potere dei re ungaro-croati. Accadde però che un altro grande conquistatore prese di mira Zara e le sue ricchezze naturali e culturali. Grazie però alla fermezza dei propri abitanti nel tutelare, attraverso i secoli, l'identità della loro città, Zara resiste e diventa ogni volta più bella e salda.

I veneziani attaccarono ed occuparono per la prima volta Zara nell'anno mille e, da allora fino alla conclusione della pace del 1358, si reiterarono i violenti attacchi veneziani, le provvisorie conquiste della città ma anche la veemente difesa della sua popolazione. Il periodo dall'11esimo al 14esimo secolo, malgrado le costanti minacce dei conquistatori, gli assedi e le distruzioni, fu il periodo aureo di Zara. Gli Zaratini, con la propria abilità nella politica, nel commercio, nella marineria ed in tutte le altre attività, assicurarono alla propria città un ruolo chiave tra le altre città sulla costa orientale dell'Adriatico che si espresse nel suo aspetto e nella cultura. La Zara medioevale fu città di eccellente architettura e tra le potenti mura si distinguevano molti meravigliosi edifici: la cattedrale romanica, le numerose chiese, i ricchi conventi, i lussuosi palazzi delle famiglie notabili ed i numerosi edifici pubblici e istituzionali Importanza particolare per la cultura di Zara, ma anche per la cultura di tutta la Croazia, è rappresentata dall'anno 1396 quando fu fondata, dai padri domenicani, la prima università in lingua croata nell'ambito del convento di San Domenico, a Zara.

Agli inizi del 15esimo secolo si giunge ad un nuovo sconvolgimento nei poteri e Zara cade, ancora una volta, sotto il dominio di Venezia. Resta però presente la resistenza della nobiltà cittadina. In quel periodo Zara diviene centro della Dalmazia veneta, sede del provveditorato veneziano ed  anche porto principale ed il più importante caposaldo sulla costa orientale adriatica. In quel periodo nacque uno dei più celebri scultori ed architetti della Croazia, Juraj Matejev Dalmatinac.

Durante i secoli 16esimo e 17esimo, i conquistatori turchi si affacciarono anche sul retroterra zaratino ed anche la stessa città si trovò sotto il tiro dei cannoni ottomani. Da ciò la necessità di costruire migliori fortificazioni, adeguate alle nuove tecniche di guerra, che ebbe per conseguenza la trasformazione della configurazione cittadina.. Onde adattarsi al sistema di fortificazioni ed alla costruzione dei nuovi cinque ordini di bastioni, si demolirono non solo interi isolati di case ma anche ricche e grandi chiese. In tutto ciò ebbe molta importanza il ruolo di Benkovac, città del retroterra , della fertile pianura dei Ravni Kotari. Anche se i ruderi dell'abitato di Asseri risalgono al medio evo, il monumento del tempo della difesa dai turchi che oggi impressiona maggiormente,  resta appunto il castello Benković. Il castello è impreziosito da quattro torri e tutto l'edificio è stato trasformato nell'attuale museo. Rifugio per i fuggiaschi da Zara, ai tempi delle invasioni, fu anche Zaravecchia (Biograd na moru), città reale croata che visse il suo splendore nel medio evo. Nell'11esimo secolo questa città fu sede dei vescovi e dei re croati e raggiunse la sua massima importanza nel 1102 quando vi fu incoronato il re ungaro-croato Koloman.

Nel 1797, quando le truppe di Napoleone posero fine alla millenaria esistenza della Repubblica Veneziana, Zara e la Dalmazia furono unite all'Austria. Non molto più tardi, dopo numerose sconfitte militari, l'Austria cedette a Napoleone parte dei propri territori e tra questi la Dalmazia. Il governo francese durò appena 7 anni (dal 1806 al 1813) ed in questo periodo furono varate importanti riforme sociali e la creazione di nuove istituzioni.

La seconda dominazione austriaca si protrasse fino al 1918 ed in quel tempo Zara mantenne lo stato di capitale del Regno della Dalmazia, sede del Parlamento dalmato e metropoli della chiesa per tutta la Dalmazia

Con il trattato di Rapallo del 1920, fu aggregata all'Italia, come enclave sulla costa orientale dell'Adriatico. Zara rimase in questa situazione fino al termine della Seconda guerra mondiale nel corso della quale, per i nutriti bombardamenti alleati, fu distrutto l'80 % del nucleo storico. Quasi completamente rasa al suolo ed evacuata, la città fu finalmente unita alla Croazia (nell'ambito della Federazione Jugoslava). La Croazia si separò dalla Jugoslavia nel 1991 e conseguentemente Zara fa parte della Repubblica di Croazia indipendente.

La città rappresenta, oggi, un monumento che custodisce i ricordi di vari avvenimenti storici e culturali che hanno determinato i confini ed i contorni visibili del suo aspetto urbano.
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