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La storia
Sebenico viene nominato per la prima volta nel Natale del 1066 in un documento del re Petar Krešimir IV che si era insediato nel castello di San Michele. Si reputa che fosse stato edificato come castrum dai croati che erano giunti in queste terre nell'ottavo secolo. Sebenico, per la sua posizione alle porte della Dalmazia, fu spesso meta di attacchi e mutò i governi. I veneziani tennero la città dal 1116 al 1124 e dal 1125 al 1133. Il re ungaro – croato Stjepan IV le concesse l'autonomia nel 1167.
Dopo i sovrani croati (ed ungaro – croati) ed i governi temporanei di Venezia, nel 15esimo secolo, cade sotto la 400ennaria sovranità di Venezia e di quei tempi resta il monumento culturale e storico più importante di Sebenico, la celebre cattedrale di San Giacomo, costruita nei secoli 15esimo e 16esimo. I veneziani aboliscono l'elezione del principe cittadino e lo nominano dalle file della loro nobiltà. Anche ai tempi del governo veneto la città resta meta degli attacchi dei turchi i quali tentarono, a più riprese, la conquista della città, ma senza successo.
Nel 1797 Sebenico entra a far parte della monarchia degli Asburgo, fino al 1918 (eccetto un breve di governo francese, ai tempi di Napoleone). Durante la seconda guerra mondiale, la maggior parte degli abitanti di Sebenico ha partecipato alla guerra partigiana. Come l'intera Croazia anche Sebenico si trovò a far parte della Jugoslavia, dal 1945 al 1991, cioè fino all'indipendenza della Croazia. Adesso è il centro amministrativo della contea di Sebenico-Knin ed è la più nota città dell'infanzia sulla costa dalmata.
Capocesto (Primošten)
I piedi della catena dei monti dinarici si bagnano nel mare creando un paesaggio eccezionale ed anche un simbolo unico di questa parte della costa dalmata. Gli isolotti, legati alla costa, affrontano da soli la bora e lo scirocco, fanno da ornamento e danno un aspetto pittoresco a tutto il panorama. Muovendovi verso meridione incontrerete due località rivierasche, destinazioni turistiche molto popolari, Capocesto (Primošten) e Rogoznica.
Il duro lavoro della popolazione di questa terra ha dato abbondanti frutti grazie al mare ed al turismo, senza dimenticare che gli abitanti, con fatica, hanno domato il terreno carsico creando valide colture di vigne e oliveti di indiscusso valore, noti anche oltre i confini nazionali. Con la coltivazione delle qualità autoctone di vitigni, e con il lavoro costante nelle vigne piantate tra le pietre si ottiene il rinomato vino – Babić di Capocesto (Primošten). Noti enologi lo pongono tra i migliori vini croati e considerando che questo vitigno cresce in terreni dove c'è più pietra che terra, si può concludere che richiede un'attenzione particolare. Queste vigne hanno lo stato ufficiale di monumento al lavoro umano. Un'immagine di questi vigneti si trova all'ingrasso del palazzo delle Nazioni Unite.
Dopo i sovrani croati (ed ungaro – croati) ed i governi temporanei di Venezia, nel 15esimo secolo, cade sotto la 400ennaria sovranità di Venezia e di quei tempi resta il monumento culturale e storico più importante di Sebenico, la celebre cattedrale di San Giacomo, costruita nei secoli 15esimo e 16esimo. I veneziani aboliscono l'elezione del principe cittadino e lo nominano dalle file della loro nobiltà. Anche ai tempi del governo veneto la città resta meta degli attacchi dei turchi i quali tentarono, a più riprese, la conquista della città, ma senza successo.
Nel 1797 Sebenico entra a far parte della monarchia degli Asburgo, fino al 1918 (eccetto un breve di governo francese, ai tempi di Napoleone). Durante la seconda guerra mondiale, la maggior parte degli abitanti di Sebenico ha partecipato alla guerra partigiana. Come l'intera Croazia anche Sebenico si trovò a far parte della Jugoslavia, dal 1945 al 1991, cioè fino all'indipendenza della Croazia. Adesso è il centro amministrativo della contea di Sebenico-Knin ed è la più nota città dell'infanzia sulla costa dalmata.
Capocesto (Primošten)
I piedi della catena dei monti dinarici si bagnano nel mare creando un paesaggio eccezionale ed anche un simbolo unico di questa parte della costa dalmata. Gli isolotti, legati alla costa, affrontano da soli la bora e lo scirocco, fanno da ornamento e danno un aspetto pittoresco a tutto il panorama. Muovendovi verso meridione incontrerete due località rivierasche, destinazioni turistiche molto popolari, Capocesto (Primošten) e Rogoznica.
Il duro lavoro della popolazione di questa terra ha dato abbondanti frutti grazie al mare ed al turismo, senza dimenticare che gli abitanti, con fatica, hanno domato il terreno carsico creando valide colture di vigne e oliveti di indiscusso valore, noti anche oltre i confini nazionali. Con la coltivazione delle qualità autoctone di vitigni, e con il lavoro costante nelle vigne piantate tra le pietre si ottiene il rinomato vino – Babić di Capocesto (Primošten). Noti enologi lo pongono tra i migliori vini croati e considerando che questo vitigno cresce in terreni dove c'è più pietra che terra, si può concludere che richiede un'attenzione particolare. Queste vigne hanno lo stato ufficiale di monumento al lavoro umano. Un'immagine di questi vigneti si trova all'ingrasso del palazzo delle Nazioni Unite.




